STRASSOLDO


Patrono – San Nicolò Vescovo
Dicembre
Strassoldo
Le Origini
Cervignano è citata dal 912, Muscoli
dal 1081; il nome Strassoldo (Straso)
compare nel 1184, senza contare che
il castello è citato solo nel XIII secolo:
Castro de Strasolt, 1275. Secondo
Carla Marcato, il toponimo somma
il tedesco strasse (strada) a una parte
*hau che si riferisce al taglio del
bosco. Strassoldo è quindi «un ronco
della strada»: un nome che sarebbe
passato in seguito ai nobili infeudati,
appartenenti a un ramo minore dei
«di Lavariano». Scartate le ipotesi più
fantasiose, le ricerche castellologiche
collocano l’origine del maniero nel X
secolo, quale punto di difesa contro
gli Ungheri.
Una tradizione medievale dice:
«Strassoldo hebbe origine e il suo
principio dalli anni del Signore
mille trentacinque», allorché fu fatta
concessione a «messer Woldariche
Strassu Boemo» di una «terra
buschiva» col compito di «difendere
quelle contrade e la strada che portava
alla Santa Sede Aquileiese».
Nel 1031, il patriarca Popone dona
al Capitolo di Aquileia un ampio
territorio che comprende le zone a
nord dell’attuale Palmanova e i terreni
da San Giorgio al mare. Nel 1036 fa lo
stesso con le monache di Aquileia a
cui dona le proprietà dell’ex abbazia di
San Michele.
Il Castello di Sopra
Il resto più importante della Strassoldo
medievale è la massiccia torre del
Castello di Sopra. Alta 12 metri, molto
inclinata, di proporzioni robuste e
mura possenti, ha tre piani diseguali e
senza collegamento interno, secondo
il modello tipico del mastio. A nord si
sviluppa il palazzo signorile.
Radicale fu la trasformazione della
chiesa di San Nicolò (1719-1736), già
rifatta nel 1490 e ristrutturata nel 1655,
che divenne inoltre chiesa parrocchiale
ed ebbe facciata di misurato barocco,
con lesene e frontone sormontato da
statue-acroteri. All’esterno si noti la
medioevale croce di pietra murata
nell’abside, mentre all’interno si
segnalano l’altare del Cristo risorto,
databile al 1493 e opera di Bernardino
da Bissone («il più ra_ nato tra i
lapicidi dell’epoca», scrive Bergamini),
e le due pale attribuite a Pietro
Bainville (1674-1749): L’Angelo
Custode e Ognissanti. A chiusura del
borgo medievale troviamo la porta
Cistigna.

Il Castello di Sotto
Il nucleo originario del Castello di
Sotto è il mastio fortilizio: edi_ cio
rettangolare, massiccio, a tre piani
più sottotetto, dalla cui struttura
primitiva è derivata l’attuale residenza,
che ha inglobato il mastio nel palazzo
signorile. Il complesso si è adattato
alle nuove funzioni, residenziali
e non più militari: nel lato verso
l’Imburino si notano ancora i laterizi,
resti di a_ reschi e due _ nestrelle
gotiche. Oltre il cancello, sorvegliato
da statue di gusto veneto, si allarga il
grande giardino, mentre nella corte
interna si notano le ex scuderie e,
verso il Castello di Sopra, la ruota
e i resti della pila, le risaie. Accanto
al palazzo si trova la cappella di San
Marco, costruita nel 1575 ma rifatta
e rimaneggiata nel XVIII secolo.
In_ ne, oltre la pusterla, il Borgo
Nuovo, chiuso dai _ anchi merlati della
medievale porta Cisis.

Santa Maria in Vineis
Lo splendido ciclo di a_ reschi di
Santa Maria in Vineis, uno dei
maggiori della Bassa e del Friuli
orientale, è una scoperta recente. Fino
agli inizi del ‘900 era completamente
ignorato. L’a_ oramento avvenne
il 1° agosto 1929, al termine della
funzione, quando il casuale staccarsi
di una tavoletta suggerì la presenza
di un a_ resco sottostante. Per i fedeli
fu facile riportare alla luce il quadro
della Madonna fra i Santi, forse il più
risolto e meglio conservato dell’intero
ciclo. I successivi restauri hanno
portato alla luce anche gli altri quadri,
che gli studi collocano nell’ambiente
post-vitalesco della seconda metà del
Trecento. Distribuite su tre pareti, le
scene ra_ gurano storie neo e vetero
testamentarie: Gioacchino e Anna, La
Nascita di Maria, L’Annunciazione, La
Natività, L’Adorazione dei Magi, La
Fuga in Egitto, Il Giudizio.

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