Chiesa di San Michele Arcangelo

Cervignano - Chiesa di San Michele

Chiesa di San Michele
La prima pietra della Chiesa Madre di San
Michele fu posata nel 1780, quando si decise di
procedere alla demolizione della chiesa vecchia
e alla costruzione di un nuovo tempio.
A_ dato il progetto a Lorenzo Martinuzzi,
le fondamenta dell’edi_ cio furono poste
nella piazza adiacente alla chiesa antica,
originariamente legata al complesso dell’abbazia
e poi rifatta in modo radicale nel 1613. Di
essa si conserva un architrave collocato
sopra la porta d’ingresso, mentre l’unico
resto visibile del complesso medievale, se si
eccettua il mosaico di piazza Marconi, è la torre
campanaria, risalente, secondo Ugo Ojetti.
Il rifacimento invertì l’orientamento della
pianta: che restò rettangolare e a un’unica
navata ma con la facciata rivolta verso via
Mercato, segno che il centro urbano si andava
spostando verso piazza Unità.
La costruzione procedette a rilento e la
consacrazione avvenne nel 1833: nel 1847 il
pittore veneziano Sebastiano Santi decorò il
so_ tto del presbiterio (Assunzione di Maria,
quattro Evangelisti, il Redentore, San Giovanni
Battista e San Michele Arcangelo) e nel 1857
Stefano Argenti, milanese, costruì il nuovo
altare maggiore. Chiusa nuovamente nel 1966,
fu restaurata e restituita alla città il 29 settembre
Gli scavi nella «cripta» hanno riportato
alla luce resti di epoca romana.

“Antiquarium San Michele Arcangelo”.
Museo di Cervignano. Al suo interno
sono ospitati documenti e reperti storici
provenienti dal territorio, con l’intento di
valorizzarne, il patrimonio artistico e storico.
Il piccolo museo si compone di due stanze.
L’Amministrazione comunale cervignanese
ha _ rmato una convenzione per l’utilizzo e
l’allestimento delle sale, di proprietà della
parrocchia, che si trovano alla base del
campanile della chiesa madre di San Michele,
con l’accesso posto in piazza Marconi.
Inaugurato ad aprile 2017 dove per
l’occasione, grazie alla collaborazione tra
la Soprintendenza Archeologia, belle arti
e paesaggio del Fvg e il Dipartimento di
Studi umanistici e del patrimonio culturale
dell’Università di Udine, è stato presentato
al pubblico, per la prima volta, l’eccezionale
reperto consistente una tazza con residui di
vino, trovata a Terzo di Aquileia, in località
Cà Baredi, che farebbe risalire a oltre 3000
anni fa il consumo di questa bevanda in Friuli
Venezia Giulia.

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